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Per visitare Sutri occorre non perdersi le vestigia più antiche del suo passato, testimonianze tra le più importanti in assoluto del grado di civiltà raggiunto dalle popolazioni etrusche nel centro-Italia prima della loro sconfitta per mano dei romani.

Su una collina di tufo posta a circa un chilometro dall'abitato si estende infatti la necropoli urbana, costituita attualmente da 64 tombe romane disposte su più livelli, databili tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C; vi si possono vedere tombe di diverse tipologie, da quelle a camera a quelle a nicchia.

All'interno della necropoli si adagia, ben conservato, uno dei monumenti antichi più importanti della Tuscia, un grande anfiteatro interamente scavato nella roccia tufacea tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del successivo.

Nei pressi dell'anfiteatro si trova la chiesa della Madonna del Parto, scavata anch'essa nel tufo; a tre navate, l'edificio è ritenuto l'adattamento per il culto cristiano di una preesistente tomba etrusca, che era stata dapprima trasformata in mitreo (III secolo d.C.), ovvero in luogo dedicato all'adorazione del dio Mitra.

La necropoli è situata all'interno del "Parco urbano dell'Antichissima Città di Sutri", che comprende una zona collinare formata dal deposito di materiali eruttivi emessi dal vulcano Sabatino oltre che una villa storica con giardino all'italiana. Anche se piccolo, il parco racchiude un'interessante varietà di ambienti, grazie alla compresenza di zone ripariali, di ripide pareti tufacee ben esposte e di aree di macchia mediterranea. La fauna annovera, tra i mammiferi, la volpe, l'istrice e la faina; tra gli uccelli vi si trovano civette, barbagianni, upupe e ghiandaie.

All'interno del centro abitato meritano una visita la chiesa della Madonna del Tempio -un tempo gestita dall'Ordine dei Templari-, quella della Madonna del Monte (1725) -che racchiude un affresco trecentesco dedicato alla Vergine con Bambino- e Porta Franceta (anche detta Porta Vecchia), edificata tra il Tre e il Quattrocento e costituita da grossi blocchi di peperino, travertino e tufo.

Edificata sui resti di una basilica cristiana, la Cattedrale fu consacrata da Innocenzo III nel 1207. Degno di nota è il pavimento della navata centrale, tutto ornato a mosaico cosmatesco; tra le opere esposte all'interno dell'edificio figurano una tavola di scuola romana del XIII sec., una statua lignea di Santa Dolcissima, attribuita alla scuola del Bernini, nonché la cripta, risalente all'epoca longobarda.

Sutri ospita inoltre una Mostra Mineraria permanente, allestita in un antico edificio in cui sono esposti minerali e pietre preziose provenienti da tutto il mondo.

Un bell'edificio cinquecentesco, eretto su strutture murarie preesistenti romane e medievali e dotato di cortile interno e di un doppio loggiato, è sede del museo del Patrimonium. Vi sono racchiuse opere religiose provenienti dal museo diocesano della Cattedrale dell'Assunta e dalle chiese di San Francesco e Santa Fortunata nonché reperti archeologici etruschi: tra questi una testina di donna dei primi anni del I secolo d.C. e parte di un sarcofago abbellito con una amazzomachia della fine dello stesso secolo. Tra gli importantissimi incunaboli custoditi nel museo compare infine il rarissimo testo della "Lumbarda Vulgata", risalente al XII sec.

 

 
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